Trocanterite: perché il dolore non passa?
Trocanterite: perché il dolore non passa?
I pazienti che incontro per una trocanterite mi raccontano quasi sempre la stessa cosa: «Ho dolore da mesi e non riesco a liberarmene».
Perché la trocanterite può durare così a lungo, nonostante farmaci, fisioterapia e altri trattamenti?
Vediamo di capire perché non passa.
La trocanterite non passa perché è un tipico circolo vizioso, come la coxartrosi o la gonartrosi.
La trocanterite interessa la regione del grande trocantere, una prominenza ossea del femore che possiamo facilmente individuare palpando la parte laterale dell’anca. Nei pazienti con trocanterite questa zona è spesso particolarmente dolorosa alla pressione.
Infiammato significa che è dolente, ma l’infiammazione non è la causa, è il meccanismo per cui sento dolore. Una delle condizioni che possono frequentemente favorire la persistenza del dolore è un’alterazione del controllo muscolare dell’anca.
Perché la trocanterite diventa cronica?
Quando i muscoli glutei non stabilizzano adeguatamente il femore durante il movimento, possono modificarsi i carichi e le compressioni esercitati sui tessuti che circondano il grande trocantere. Questo contribuisce a mantenere la sintomatologia dolorosa.
Le ricerche scientifiche confermano l’importanza della funzione dei muscoli glutei (grane, medio e piccolo Gluteo) nella trocanterite. Una recente revisione della letteratura (Effect of conservative treatment on greater trochanteric pain syndrome: a systematic review and network meta-analysis of randomized controlled trials. J Orthop Surg Res. 2025 Jan 31;20:126. doi: 10.1186/s13018-025-05477-w) evidenzia che i pazienti presentano frequentemente debolezza degli abduttori dell’anca e atrofia muscolare, condizioni che possono compromettere la stabilità del bacino e aumentare il carico sui tendini. Il recupero della funzione muscolare rappresenta quindi uno degli obiettivi fondamentali della riabilitazione.
Questa alterazione della funzione muscolare può essere favorita dalla sedentarietà, da una precedente caduta o da una progressiva perdita di forza e capacità di controllo dei muscoli glutei.
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Il circolo vizioso tra dolore e debolezza dei glutei
Allora perché non passa? Perché, da un lato, sarebbe necessario recuperare forza e funzionalità dei muscoli glutei, ma alcuni esercizi, soprattutto quando il dolore è intenso o il carico non è adeguato, possono peggiorare i sintomi. Dall’altro, proprio il dolore ci spinge a utilizzare sempre meno il lato dolente. Di conseguenza, la muscolatura può indebolirsi ulteriormente, alimentando un circolo vizioso che rende difficile la guarigione.
Gli antinfiammatori possono essere utili, e talvolta indispensabili, per ridurre il dolore. Tuttavia, non agiscono sulla causa. Il rischio è che, sentendo meno dolore, il paziente riprenda attività e movimenti che sovraccaricano nuovamente la regione del trocantere. Quando l’effetto del farmaco termina, il dolore può quindi ripresentarsi aumentato.
Come interrompere il circolo vizioso della trocanterite?
Per interrompere questo circolo vizioso non basta necessariamente ridurre il dolore: occorre recuperare una corretta funzione dei muscoli glutei e migliorare il controllo motorio dell’anca. L’obiettivo è ridurre i sovraccarichi che contribuiscono a mantenere il dolore e consentire un recupero funzionale stabile.
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Prof. Guido M. Filippi
Articolo del prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline prof. guido m. filippi
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