Coxartrosi: sintomi, cause e cure dell’artrosi dell’anca

Coxartrosi: sintomi, cause, cure e rimedi per l’artrosi dell’anca

La coxartrosi, o artrosi dell’anca, è una patologia degenerativa che interessa l’articolazione dell’anca e può provocare dolore, rigidità e progressiva difficoltà nei movimenti.

La presenza di una cartilagine consumata e/o di alterazioni artrosiche, tuttavia, non significa necessariamente avere un dolore importante né implica automaticamente una progressione continua dei sintomi. Il quadro clinico può essere molto diverso da persona a persona.

Si possono avere pochi o leggeri danni e molto dolore, ma anche il contrario. Vedremo perché.

Per questo, nella coxartrosi è importante non considerare soltanto ciò che appare nelle radiografie, ma valutare anche come funziona l’anca, come lavorano i muscoli e come viene controllato il movimento.

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articolo del Prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline Prof. guido m. filippi

Sommario

Coxartrosi: sintomi, cause, cure e rimedi per l’artrosi dell’anca

Cos’è la coxartrosi

L’anca è formata dalla testa del femore, che si articola con una cavità del bacino chiamata acetabolo.

Le superfici articolari sono rivestite da cartilagine, che permette all’articolazione di muoversi con attrito molto ridotto e contribuisce alla distribuzione dei carichi.

Nella coxartrosi si verificano progressivamente modificazioni della cartilagine e delle altre strutture articolari. Possono comparire riduzione dello spazio articolare, alterazioni dell’osso subito sotto la cartilagine (“subcondrale” significa questo) e osteofiti.

È importante però distinguere il danno strutturale visibile agli esami dai sintomi del soggetto: l’entità delle alterazioni radiologiche e l’intensità dei sintomi non sempre procedono parallelamente.

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Quali sono le cause della coxartrosi?

Non esiste una sola causa.

Lo sviluppo dell’artrosi dell’anca può essere favorito da diversi fattori, tra cui:

  • predisposizione individuale;
  • precedenti traumi dell’anca;
  • alterazioni anatomiche dell’articolazione;
  • displasia dell’anca;
  • alcune patologie articolari;
  • sovrappeso e obesità;
  • caratteristiche del carico meccanico cui l’articolazione è sottoposta nel tempo.

L’età rappresenta un importante fattore associato, ma invecchiamento e artrosi non sono sinonimi. Non tutte le persone anziane sviluppano una coxartrosi sintomatica e l’artrosi non può essere considerata semplicemente una conseguenza inevitabile dell’età.

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Quali sono i sintomi della coxartrosi?

Il sintomo più caratteristico è il dolore all’anca, che frequentemente viene percepito all’inguine.

Il dolore può però essere avvertito anche:

  • nella parte anteriore o laterale della coscia;
  • nella regione glutea;
  • fino al ginocchio.

Possono inoltre comparire rigidità e riduzione della mobilità dell’anca.

Con il progredire dei disturbi possono diventare difficili attività comuni come camminare a lungo, salire e scendere le scale, alzarsi da una sedia, entrare o uscire dall’automobile, infilarsi scarpe e calze.

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Dove fa male la coxartrosi?

Il dolore inguinale è particolarmente caratteristico, quindi non di lato, vicino all’anca, ma davanti. Ma va ben ricordato che la localizzazione del dolore può variare.

Un dolore alla regione laterale dell’anca, al gluteo o alla coscia non significa necessariamente coxartrosi. Tendinopatie, infiammazioni o problemi della regione trocanterica, disturbi muscolari e alcune patologie della colonna lombare possono produrre sintomi simili.

Per questo la diagnosi non dovrebbe essere basata esclusivamente sulla sede del dolore.

Come si diagnostica la coxartrosi?

La diagnosi parte dalla valutazione dei sintomi e dall’esame clinico.

Il medico valuta la mobilità dell’articolazione, il dolore provocato dai movimenti, la forza, il cammino e le limitazioni nelle attività quotidiane.

Quando necessario, la radiografia dell’anca permette di valutare le modificazioni strutturali dell’articolazione.

Altri esami possono essere indicati in situazioni particolari o quando è necessario escludere altre cause dei sintomi.

Coxartrosi iniziale e coxartrosi avanzata

La coxartrosi può presentarsi con quadri molto differenti.

Nelle fasi iniziali il dolore può comparire soltanto dopo attività prolungate o particolarmente impegnative e la limitazione articolare può essere modesta.

Nei quadri più avanzati possono aumentare la rigidità, la limitazione dei movimenti e la difficoltà nel cammino e nelle normali attività quotidiane.

La gravità della situazione, però, non dovrebbe essere valutata soltanto sulla radiografia. È fondamentale considerare quanto dolore e limitazione funzionale incidano realmente sulla vita della persona.

Come si cura la coxartrosi?

Il trattamento dipende dalla gravità dei sintomi, dalle caratteristiche della persona e dal livello di limitazione funzionale.

Nella maggior parte dei casi si inizia con un trattamento conservativo finalizzato soprattutto a:

  • controllare il dolore;
  • mantenere o recuperare la mobilità;
  • migliorare forza e funzione muscolare;
  • mantenere un adeguato livello di attività;
  • migliorare la capacità di camminare e svolgere le attività quotidiane.

La gestione deve quindi essere personalizzata.

Esercizio e coxartrosi

L’esercizio terapeutico rappresenta uno degli elementi fondamentali del trattamento conservativo dell’artrosi.

L’obiettivo non è semplicemente “muovere l’anca”, ma migliorare le capacità dell’intero sistema che controlla l’articolazione.

Il programma può comprendere esercizi per:

  • forza muscolare;
  • mobilità;
  • capacità aerobica;
  • coordinazione e controllo neuromotorio.

L’esercizio deve essere adattato alle condizioni della persona e progressivamente modulato.

Un iniziale aumento del fastidio durante alcuni esercizi non significa necessariamente che l’articolazione si stia danneggiando. Carichi e modalità di esercizio devono comunque essere adeguati alla situazione individuale.

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 Farmaci e infiltrazioni

Quando necessario, il medico può valutare l’impiego di farmaci per controllare il dolore.

Anche le terapie infiltrative possono essere considerate in determinate situazioni.

Questi trattamenti devono essere valutati individualmente e non sostituiscono necessariamente gli interventi rivolti al recupero della funzione e dell’attività fisica.

Il ruolo dei muscoli nella coxartrosi

L’anca non è una struttura passiva.

Durante il movimento, le forze che agiscono sull’articolazione dipendono anche dall’attività dei muscoli che la circondano e dal modo in cui il sistema nervoso ne coordina l’attivazione.

Dolore, riduzione dell’attività e modificazioni del movimento possono accompagnarsi a una riduzione dell’efficienza muscolare e ad alterazioni delle strategie motorie.

Per questo nella coxartrosi non è sufficiente considerare esclusivamente la cartilagine: la funzione muscolare e il controllo del movimento rappresentano componenti importanti della capacità funzionale dell’anca.

Controllo motorio e Crosystem nella coxartrosi

Agire direttamente sul controllo motorio dell’anca

👉Si può e si devono stimolare intensamente e in modo specifico le reti di controllo motorio, possiamo dire “per risvegliarle”. Questo è possibile con trattamenti altamente specifici (Crosystem). In tal modo le vie sensitive che sono state riparate riprendono la funzione molto rapidamente.

La procedura, presente in numerosi centri in Italia, Spagna e Svizzera, si passa sull’applicazione di specifiche sequenze di micro allungamenti-accorciamenti (0,2-0,5 mm) applicate ai muscoli.

Questo stimolo è particolarmente e selettivamente efficace sui sensori nervosi, contenuti nel muscolo, fondamentali per il controllo del movimento. Inoltre ha una notevole efficacia sulla sensibilità tattile.
Le caratteristiche di questo stimolo (frequenza di 100 Hz e assoluta regolarità sinusoidale) potenzia le capacità delle reti di controllo motorio che ricevono questo stimolo.

La ripetizione (3 volte al giorno, per 3 giorni consecutivi) garantisce la persistenza dell’effetto per mesi, in alcuni casi, senza fine per molti altri.

Il meccanismo si basa sull’induzione di una forte plasticità cerebrale, di base per qualunque recupero riabilitativo.  (vedere review Front. Neurosci., 22 February 2023 Sec. Perception Science). In sostanza consente di far lavorare meglio quanto può lavorare meglio. Ma non solo, come documentato da circa 60 pubblicazioni scientifiche internazionali

Scopi di questa procedura

L’obiettivo non è “ricostruire la cartilagine” né eliminare direttamente le alterazioni anatomiche dell’artrosi.

L’intervento è rivolto invece alla componente neuromuscolare e al controllo motorio, con l’obiettivo di modificare la qualità dell’attivazione muscolare e favorire condizioni funzionali più efficienti.

Questo aspetto può essere particolarmente interessante quando alla coxartrosi si associano difficoltà nel cammino, riduzione della funzione muscolare o strategie motorie poco efficienti.

Il trattamento deve comunque essere inserito in una valutazione complessiva del paziente e non sostituisce le altre terapie eventualmente indicate.

Camminare fa bene con la coxartrosi?

In generale, mantenere un’attività fisica compatibile con le proprie condizioni è preferibile all’inattività.

La quantità di cammino tollerabile, però, può essere molto diversa da persona a persona.

Se una determinata distanza provoca un aumento importante e persistente del dolore, può essere opportuno ridurre temporaneamente il carico e procedere con una progressione più graduale.

L’obiettivo non dovrebbe essere evitare il movimento, ma trovare un livello di attività adeguato e progressivamente sostenibile.

Cosa evitare con la coxartrosi?

Esiste una sola strada. Mantenere il nostro corpo in attività. Camminare, camminare e ancora camminare. Fare le scale, anche poco al giorno, ma quasi tutti i giorni. Una muscolatura efficiente protegge l’articolazione e si può arrivare ad età molto avanzate (oltre 90 anni) senza dolori artrosici.

Quando è necessaria la protesi d’anca?

La presenza di coxartrosi alla radiografia non significa automaticamente dover ricorrere alla protesi.

L’intervento viene preso in considerazione soprattutto quando dolore, rigidità e perdita di funzione compromettono significativamente la qualità della vita e il trattamento conservativo non permette di ottenere un risultato soddisfacente.

La decisione deve quindi derivare dalla valutazione complessiva della persona e non soltanto dall’immagine radiologica.

Coxartrosi: cosa ricordare

  • La coxartrosi è una patologia complessa nella quale struttura articolare, dolore e funzione non coincidono necessariamente.
  • La radiografia è importante, ma non descrive da sola la capacità funzionale dell’anca.
  • Esercizio terapeutico, mantenimento dell’attività, recupero della funzione muscolare e controllo del movimento rappresentano componenti importanti del trattamento conservativo.
  • Quando i sintomi diventano importanti è opportuno effettuare una valutazione specialistica per stabilire quale percorso terapeutico sia più appropriato.

❓Domande frequenti sulla coxartrosi

Coxartrosi e artrosi dell’anca sono la stessa cosa?

Sì. Coxartrosi è il termine utilizzato per indicare l’artrosi che interessa l’articolazione dell’anca.

Qual è il sintomo più tipico della coxartrosi?

Il dolore è frequentemente localizzato all’inguine, ma può irradiarsi alla coscia, al gluteo e talvolta fino al ginocchio.

La coxartrosi dipende dall’età?

La frequenza dell’artrosi aumenta con l’età, ma l’età da sola non ne spiega lo sviluppo. Intervengono numerosi fattori individuali, anatomici, biologici e meccanici.

Con la coxartrosi bisogna stare a riposo

In generale no. L’attività e l’esercizio opportunamente adattati sono componenti importanti della gestione dell’artrosi. Il carico deve però essere adeguato alle condizioni individuali.

La coxartrosi porta sempre alla protesi

No. Molte persone possono essere gestite conservativamente. La protesi viene presa in considerazione quando i sintomi e la perdita di funzione incidono significativamente sulla qualità della vita e le strategie conservative non sono sufficienti.

 

L’articolo è opera del Prof. Guido Maria Filippi

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