aprassia

Allenamento sportivo. le nuove possibilità

Allenamento resistenza esercizi

L’allenamento sportivo mira a migliorare la prestazione atletica. Negli anni si è modificata sensibilmente. Negli ultimi 10 anni, la fisiologia ha capito nuovi essenziali meccanismi. Il training tradizionale può essere integrato con metodiche dai risultati inattesi.

La propriocezione appare essere la chiave dlla prestazione motoria nella quotidianità come nello sport di vertice. Nuovi mezzi per minimizzare i tipici problemi del training tradizionale.

I problemi dell’allenamento, i suoi limiti

il training basato sull’esercizio fisico ha un limite fortissimo: divento bravo a fare solo quello che sto facendo, si dice che è “task-specifico”.

Inoltre, l’allenamento sportivo è relativamente semplice se ciò che l’atleta deve fare è chiaro. Molto diversa è la situazione dove potenza, agilità, resistenza si mescolano. Si tratta di prestazioni che richiedono allenamenti sportivi diversi, non raramente contrastanti. Aumentare la resistenza può diminuire la potenza, la velocità e viceversa.

La fisiologia nell’allenamento per la pratica sportiva di livello. le nuove acquisizioni da trasferire alla pratica.

La neurofisiologia da molti decenni sa che potenza, velocità e resistenza dipendono dal controllo nervoso, dalla coordinazione. E’ la ragione per la quale non c’è correlazione in molti sport tra dati antropometrici e prestazione.

Nel training tradizionale, la coordinazione si migliora con l’esercizio ripetuto. L’esercizio mira al miglioramento del risultato, la ripetizione al miglioramento e al connsolidamento degli effetti.

Oggi sappiamo che tutto questo può essere drasticamente abbreviato. Occorre spiegarlo e trasferirlo sui campi e nelle palestre. La chiave è l’azione, l’allenamento del sistema propriocettivo.

Perchè la propriocezione determina velocità, forza, potenza e resistenza?

Vi rinviamo ad altri articoli e, in misura più specialistica alla review “..long motor improvements” del 2023.

L’allenamento della propriocezione. La stimolazione e la persistenza dei risultati.

Dal 1963, sappiamo che un particolare ed altamente specifico stimolo è in grado di attivare in modo potente e selettivo i propriocettori muscolari.

Si tratta di sequenze, altamente regolari di microscopici (frazioni di millimetro) allungamenti-accorciamenti imposti ai muscoli. La frequenza deve essere tra  70 e 130 oscillazioni (70-130 Hz) al secondo. Il soggetto avverte una veloce e leggera vibrazione. Lo stimolo è puramente meccanico.
La sensazione di vibrazione ha generato un grossolano equivoco, e si è diffusa l’idea dell’efficacia della vibrazione, quale che sia, Falso. I propriocettori sono eccitati solo da uno stimolo assolutamente preciso, in grado di generare le oscillazioni sopra descritte. Tecniche come la whole-body-vibration non hanno nulla a che fare con quanto stiamo descrivendo.

Studi molto recenti hanno evidenziato:

  1. L’adeguata stimolazione propriocettiva esalta la performance motoria, soprattutto negli sport “stop and go”. Dove gli aspetti metabolici sono dominanti (endurance), l’effetto dell’aumentata coordinazione è minimale.
  2. La ripetizione dello stimolo e le pause sono aspetti determinanti per ottenere la persistenza (mesi) degli effetti
  3. I risultati non sono task specifici: la performance migliora ogni volta che il sistema propriocettivo è chiamato in causa: in ogni atto motorio.

aprassia

Modalità di intervento, meccanismi ed effetti

L’applicazione ripetuta in pochi giorni consecutivi di sequenze di micro-allungamenti e micro-accorciamenti del muscolo. Si applica sui muscoli che svolgono un ruolo principale nell’attività sportiva del soggetto. Oppure su muscoli eventualmente deficitari.

Il Crosystem

Più di 40 studi internazionali si sono basati sull’utilizzo di un particolare protocollo applicato mediante uno specifico dispositivo per attivare con certezza e adeguatamente i propriocettori muscolari (la descrizione dei parametri e delle caratteristiche indispensabili è stata riportata in specifici studi 1, 2, 3, 4, 5)

Per una descrizione più approfondita dei meccanismi si rimanda a pagine specifiche.

Il sistema è applicato correntemente in riabilitazione ortopedica e neurologica da centri privati e pubblici.

Gli effetti si manifestano in tutte le attività in cui l’articolazione è coinvolta e in cui la coordinazione sia dominante: dunque tutti gli sport caratterizzati da “stop and go”: calcio, tennis, sci, basket, pallavolo, culturismo, nuoto su distanze cortissime, brevi, medie, body-building ecc. Quindi i risultati non sono “task-specifici”.

La durata degli effetti è di almeno 45 giorni nel calcio, permanenti in sport che non siano di contatto.

I risultati vengono amplificati dall’allenamento tradizionale e l’allenamento amplifica gli effetti del trattamento.

Per ulteriori informazioni, non esitate a consultare la pagina dedicata ai test scientificie l’elenco dei Centri Cro®system autorizzati, in Italia e all’estero.

Il Crosystem è in uso da tempo presso diversi centri pubblici e privati

 

L’articolo è opera del Prof. Guido Maria Filippi

[gravityform id=”2″ title=”false” description=”false”]

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento