Coxartrosi: sintomi, cause e cure dell’artrosi dell’anca
Coxartrosi: sintomi, cause e cure dell’artrosi dell’anca
La coxartrosi, o artrosi dell’anca, è una patologia degenerativa dell’articolazione dell’anca che può provocare dolore, rigidità e progressiva difficoltà nei movimenti.
La presenza di alterazioni artrosiche o di una cartilagine consumata, tuttavia, non significa necessariamente avere molto dolore, né implica che i sintomi debbano inevitabilmente peggiorare in modo continuo.
Si possono osservare alterazioni radiologiche importanti associate a disturbi relativamente modesti e, al contrario, modificazioni meno evidenti accompagnate da dolore e limitazione funzionale considerevoli.
Per questo, nella coxartrosi è importante non considerare soltanto ciò che appare nelle radiografie, ma valutare anche come funziona l’anca, come lavorano i muscoli e come viene controllato il movimento.
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articolo del Prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
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Sommario
Coxartrosi: sintomi, cause, cure e rimedi per l’artrosi dell’anca
- Cos’è la coxartrosi
- Quali sono le cause della coxartrosi?
- Quali sono i sintomi della coxartrosi?
- Dove fa male la coxartrosi?
- Come si diagnostica la coxartrosi?
- Coxartrosi iniziale e coxartrosi avanzata
- Come si cura la coxartrosi?
- Esercizio e coxartrosi
- Il ruolo dei muscoli nella coxartrosi
- Controllo motorio e Crosystem nella coxartrosi
- Scopi di questa procedura
- Camminare fa bene con la coxartrosi?
- Cosa evitare con la coxartrosi?
- Coxartrosi: cosa ricordare
- ❓Domande frequenti sulla coxartrosi
Cos’è la coxartrosi
L’anca è formata dalla testa del femore, di forma approssimativamente sferica, che si articola con una cavità del bacino chiamata acetabolo.
Le superfici articolari sono rivestite da cartilagine, un tessuto che consente all’articolazione di muoversi con attrito molto ridotto e contribuisce alla distribuzione dei carichi.
Nella coxartrosi si producono progressivamente modificazioni della cartilagine e delle altre strutture dell’articolazione. Possono comparire riduzione dello spazio articolare, modificazioni dell’osso posto sotto la cartilagine e osteofiti, le cosiddette proliferazioni o “becchi” ossei.
È però importante distinguere il danno strutturale dal disturbo funzionale: ciò che appare alla radiografia e ciò che la persona avverte non sempre procedono parallelamente.
Quali sono le cause della coxartrosi?
Non esiste una sola causa.
Lo sviluppo dell’artrosi dell’anca può essere favorito da diversi fattori, tra cui:
- predisposizione individuale;
- età;
- precedenti traumi dell’anca;
- alterazioni anatomiche dell’articolazione;
- displasia dell’anca;
- alcune patologie articolari;
- sovrappeso e obesità;
- caratteristiche del carico meccanico al quale l’articolazione è stata sottoposta nel tempo.
L’età rappresenta un importante fattore associato, ma invecchiamento e artrosi non sono sinonimi. Non tutte le persone anziane sviluppano una coxartrosi sintomatica e l’artrosi non deve essere considerata semplicemente una conseguenza inevitabile dell’età.
Quali sono i sintomi della coxartrosi?
Il sintomo più caratteristico è il dolore all’anca, frequentemente percepito nella regione inguinale.
Il dolore può però essere avvertito anche:
- nella parte anteriore della coscia;
- nella regione laterale dell’anca;
- nella regione glutea;
- lungo la coscia;
- fino al ginocchio.
Possono inoltre comparire rigidità e riduzione della mobilità dell’anca.
Con l’aumentare dei disturbi possono diventare difficili attività comuni come camminare a lungo, salire e scendere le scale, alzarsi da una sedia, entrare e uscire dall’automobile oppure infilarsi scarpe e calze.
Nelle fasi più avanzate può modificarsi anche il modo di camminare.
Dove fa male la coxartrosi?
Il dolore inguinale è particolarmente caratteristico, quindi non di lato, vicino all’anca, ma davanti. Ma va ben ricordato che la localizzazione del dolore può variare.
Un dolore alla regione laterale dell’anca, al gluteo o alla coscia non significa necessariamente coxartrosi. Tendinopatie, infiammazioni o problemi della regione trocanterica, disturbi muscolari e alcune patologie della colonna lombare possono produrre sintomi simili.
Per questo la diagnosi non dovrebbe essere basata esclusivamente sulla sede del dolore.
Come si diagnostica la coxartrosi?
La diagnosi parte dalla storia dei sintomi e dall’esame clinico.
Il medico valuta, tra l’altro:
- mobilità dell’articolazione;
- dolore provocato dai movimenti;
- forza e funzione muscolare;
- caratteristiche del cammino;
- limitazioni nelle normali attività quotidiane.
In molti casi il quadro clinico fornisce già informazioni molto importanti. Quando indicata, la radiografia dell’anca permette di valutare le modificazioni strutturali dell’articolazione.
Altri esami possono essere utilizzati in situazioni particolari o quando è necessario escludere altre possibili cause dei sintomi.
Un principio importante è che non si cura una radiografia, ma una persona: immagini, dolore e capacità funzionale devono essere valutati insieme.
Coxartrosi iniziale e coxartrosi avanzata
La coxartrosi può presentarsi con quadri molto differenti.
Nelle fasi iniziali il dolore può comparire soltanto dopo attività prolungate o particolarmente impegnative e la limitazione articolare può essere modesta.
Nei quadri più avanzati possono aumentare:
- rigidità;
- riduzione della mobilità;
- dolore durante le attività;
- difficoltà nel cammino;
- limitazione delle normali attività quotidiane.
La gravità della situazione, tuttavia, non dovrebbe essere stabilita soltanto in base alla radiografia. È fondamentale considerare quanto dolore e limitazione funzionale incidano realmente sulla vita della persona.
Come si cura la coxartrosi?
Non esiste un unico trattamento valido per tutti.
La scelta dipende dalla gravità dei sintomi, dalle caratteristiche della persona, dalle condizioni generali e soprattutto dal livello di limitazione funzionale.
Nella maggior parte dei casi si inizia con un trattamento conservativo, i cui principali obiettivi sono:
- ridurre e controllare il dolore;
- mantenere o recuperare la mobilità;
- migliorare forza e funzione muscolare;
- mantenere un adeguato livello di attività;
- migliorare il cammino e le attività della vita quotidiana.
Il trattamento deve quindi essere personalizzato.
Esercizio e coxartrosi
L’esercizio terapeutico rappresenta uno degli elementi fondamentali del trattamento conservativo dell’artrosi.
L’obiettivo non è semplicemente “muovere l’anca”, ma migliorare le capacità dell’intero sistema che controlla e utilizza l’articolazione.
Un programma può comprendere esercizi rivolti a:
- forza muscolare;
- mobilità;
- capacità aerobica;
- coordinazione;
- controllo neuromotorio.
L’esercizio deve essere adattato alle condizioni della persona e progressivamente modulato.
Un modesto aumento iniziale del fastidio durante alcuni esercizi non significa necessariamente che l’articolazione si stia danneggiando. Al contrario, un dolore importante o persistente richiede di riconsiderare quantità e modalità del carico.
L’obiettivo è trovare il livello di attività che consenta di stimolare il sistema muscolo-articolare senza sottoporlo a sollecitazioni eccessive.
Quando necessario, il medico può valutare l’impiego di farmaci per controllare il dolore.
Anche le terapie infiltrative possono essere considerate in determinate situazioni.
Questi trattamenti devono essere valutati individualmente e non sostituiscono necessariamente gli interventi rivolti al recupero della funzione e dell’attività fisica.
Cosa evitare con la coxartrosi?
Non esiste una lista di movimenti universalmente vietati.
In generale è poco utile sia evitare completamente il movimento per paura di “consumare” ulteriormente l’articolazione, sia continuare sistematicamente attività che provocano dolore intenso e persistente.
È preferibile:
- mantenere un’attività regolare;
- distribuire opportunamente i carichi;
- evitare aumenti improvvisi dell’attività;
- recuperare progressivamente forza e mobilità;
- adattare l’esercizio alla propria situazione.
L’immobilità prolungata può favorire perdita di forza, rigidità e ulteriore riduzione della capacità funzionale.
Camminare fa bene?
In generale mantenersi attivi è preferibile all’inattività e il cammino può rappresentare una forma utile di attività fisica.
Questo non significa però che si debba camminare il più possibile indipendentemente dai sintomi.
La distanza tollerabile può essere molto diversa da persona a persona. Se una determinata quantità di cammino provoca un aumento importante e persistente del dolore, può essere opportuno ridurre temporaneamente il carico e aumentarlo successivamente in modo graduale.
L’obiettivo non è evitare il movimento, ma trovare una quantità di movimento adeguata e sostenibile.
Anche attività a basso impatto, come cyclette, bicicletta o attività in acqua, possono in alcuni casi consentire di mantenere una buona attività fisica limitando il carico doloroso sull’anca.
Farmaci e infiltrazioni
Quando necessario, il medico può valutare l’impiego di farmaci per controllare il dolore.
In determinate condizioni possono essere prese in considerazione anche terapie infiltrative.
Indicazioni, benefici, limiti e possibili effetti indesiderati devono essere valutati individualmente dal medico.
Questi interventi possono contribuire al controllo dei sintomi, ma non sostituiscono necessariamente il recupero della funzione, della forza e dell’attività fisica.
Il ruolo dei muscoli nella coxartrosi
L’anca non è una struttura passiva.
Durante il movimento, le forze che agiscono sull’articolazione dipendono anche dall’attività dei muscoli che la circondano e dal modo in cui il sistema nervoso ne coordina l’attivazione.
Dolore, riduzione dell’attività e modificazioni del movimento possono accompagnarsi a una diminuzione dell’efficienza muscolare e ad alterazioni delle strategie motorie.
Si può così creare un circolo sfavorevole:
dolore → minore attività → riduzione dell’efficienza muscolare → movimento meno efficace → maggiore difficoltà nelle attività → ulteriore riduzione dell’attività.
Per questo motivo nella coxartrosi non è sufficiente considerare esclusivamente la cartilagine.
La funzione muscolare e il controllo del movimento rappresentano componenti importanti della capacità funzionale dell’anca.
Controllo motorio e Crosystem nella coxartrosi
L’obiettivo, nella coxartrosi, non è ricostruire la cartilagine né eliminare le alterazioni anatomiche dell’artrosi.
L’intervento è rivolto alla componente neuromuscolare e al controllo motorio, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’attivazione muscolare e favorire condizioni funzionali più efficienti.
Questo aspetto può assumere particolare interesse quando alla coxartrosi si associano:
- difficoltà nel cammino;
- riduzione della funzione muscolare;
- alterazioni della coordinazione;
- strategie motorie poco efficienti.
Il trattamento deve comunque essere inserito nella valutazione complessiva della persona e non sostituisce le altre terapie eventualmente indicate.
L’intervento di elezione è agire direttamente sul controllo motorio dell’anca
👉Si può e si devono stimolare intensamente e in modo specifico le reti di controllo motorio, possiamo dire “per risvegliarle”. Questo è possibile con trattamenti altamente specifici (Crosystem). In tal modo le vie sensitive che sono state riparate riprendono la funzione molto rapidamente.
La procedura, presente in numerosi centri in Italia, Spagna e Svizzera, si passa sull’applicazione di specifiche sequenze di micro allungamenti-accorciamenti (0,2-0,5 mm) applicate ai muscoli.
Questo stimolo è particolarmente e selettivamente efficace sui sensori nervosi, contenuti nel muscolo, fondamentali per il controllo del movimento. Inoltre ha una notevole efficacia sulla sensibilità tattile.
Le caratteristiche di questo stimolo (frequenza di 100 Hz e assoluta regolarità sinusoidale) potenzia le capacità delle reti di controllo motorio che ricevono questo stimolo.
La ripetizione (3 volte al giorno, per 3 giorni consecutivi) garantisce la persistenza dell’effetto per mesi, in alcuni casi, senza fine per molti altri.
Il meccanismo si basa sull’induzione di una forte plasticità cerebrale, di base per qualunque recupero riabilitativo. (vedere review Front. Neurosci., 22 February 2023 Sec. Perception Science). In sostanza consente di far lavorare meglio quanto può lavorare meglio. Ma non solo, come documentato da circa 60 pubblicazioni scientifiche internazionali
Scopi di questa procedura

L’obiettivo non è “ricostruire la cartilagine” né eliminare direttamente le alterazioni anatomiche dell’artrosi.
L’intervento è rivolto invece alla componente neuromuscolare e al controllo motorio, con l’obiettivo di modificare la qualità dell’attivazione muscolare e favorire condizioni funzionali più efficienti.
Questo aspetto può essere particolarmente interessante quando alla coxartrosi si associano difficoltà nel cammino, riduzione della funzione muscolare o strategie motorie poco efficienti.
Il trattamento deve comunque essere inserito in una valutazione complessiva del paziente e non sostituisce le altre terapie eventualmente indicate.
Cosa evitare ?
Esiste una sola strada. Mantenere il nostro corpo in attività. Camminare, camminare e ancora camminare. Fare le scale, anche poco al giorno, ma quasi tutti i giorni. Una muscolatura efficiente protegge l’articolazione e si può arrivare ad età molto avanzate (oltre 90 anni) senza dolori artrosici.
Coxartrosi: cosa ricordare
- La coxartrosi è una patologia complessa nella quale struttura articolare, dolore e funzione non coincidono necessariamente.
- La radiografia fornisce informazioni importanti, ma non descrive da sola la capacità funzionale dell’anca.
- Esercizio terapeutico, mantenimento dell’attività, recupero della funzione muscolare e controllo del movimento rappresentano componenti importanti del trattamento conservativo.
- Quando dolore e limitazioni diventano importanti è opportuno effettuare una valutazione medica per stabilire quale percorso terapeutico sia più appropriato.
❓Domande frequenti
Coxartrosi e artrosi dell’anca sono la stessa cosa?
Sì. Coxartrosi è il termine utilizzato per indicare l’artrosi che interessa l’articolazione dell’anca.
Qual è il sintomo più tipico della coxartrosi?
Il dolore è frequentemente localizzato all’inguine, ma può irradiarsi alla coscia, al gluteo e talvolta fino al ginocchio.
La coxartrosi dipende dall’età?
La frequenza dell’artrosi aumenta con l’età, ma l’età da sola non ne spiega lo sviluppo. Intervengono numerosi fattori individuali, anatomici, biologici e meccanici.
Con la coxartrosi bisogna stare a riposo
In generale no. L’attività e l’esercizio opportunamente adattati sono componenti importanti della gestione dell’artrosi. Il carico deve però essere adeguato alle condizioni individuali.
La coxartrosi porta sempre alla protesi
No. Molte persone possono essere gestite conservativamente. La protesi viene presa in considerazione quando i sintomi e la perdita di funzione incidono significativamente sulla qualità della vita e le strategie conservative non sono sufficienti.
Quando è necessaria la protesi d’anca?
La presenza di coxartrosi alla radiografia non significa automaticamente dover ricorrere alla protesi.
L’intervento viene preso in considerazione soprattutto quando dolore, rigidità e perdita di funzione compromettono significativamente la qualità della vita e il trattamento conservativo non permette di ottenere un risultato soddisfacente.
La decisione deve quindi derivare dalla valutazione complessiva della persona e non soltanto dall’immagine radiologica.
L’articolo è opera del Prof. Guido Maria Filippi
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