Chemioterapia effetti

Debolezza e chemioterapia, quali le cause e quali i rimedi

Chemioterapia effetti

Fatica e chemioterapia: il Crosystem

articolo del prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline prof. guido m. filippi

Fatica e chemioterapia: la chemioterapia, la radioterapia, possono generare un profondo senso di fatica durante e dopo il trattamento. Si parla di cancer related fatigue. E’ una situazione fortemente limitante e psicologicamente deprimente per chi ne soffre. si ha difficoltà ad eseguire i comuni movimenti e attività quotidiani. Oggi parleremo di questi effetti della chemioterapia e, soprattutto, di come combatterli.

🔴Se vuoi capire meglio il tuo caso, se hai dei dubbi e vuoi sapere cosa fare concretamente, puoi confrontarti direttamente e gratuitamente con noi (📞link)

👉presso il nostro Centro Pilota, a Roma, la prima visita è gratuita

Prof. Guido M. Filippiarticolo del prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline prof. guido m. filippi

Sommario

Fatica e chemioterapia. Perchè la chemio o la radioterapia inducono un forte affaticamento?

Chemioterapia effetti collaterali

Le cause possono essere molteplici.

  • l’anemia che la terapia tumorale spesso produce
  • lo stato di infaiammazione in risposta al tumore, all’eventuale intervento chirurgico
  • la distruzione delle cellule tumorali ad opera della terapia
  • problemi di sonno
  • alterazioni metaboliche
  • alterazioni nervose

Tutte queste situazioni possono verificarsi insieme o singolarmente, il meccanismo che innescano è ancora molto discusso e probabilmente è più di uno. Tuttavia, principalmente e molto probabilmente queste condizioni liberano sostanze che sono interpretate dal sistema nervoso centrale come segnali che inducono a fermarsi. Grossolanamente, ma con più chiarezza, segnalano “fermati, perchè sei stanco” e ci sentiamo stanchi.

Quanto dura questa fatica?

La durata varia tra settimane e mesi, variando da soggetto a soggetto, e a seconda della terapia e della sua intensità.

Cosa NON si deve fare e cosa si deve fare per  abbreviare e superare questa condizione di grande fatica?

Non ci si deve fermare. Fermarsi è l’errorre più comune, più ci fermiamo più ci indeboliamo

Ecco quindi la regola di base:

  • mantenersi in attività, soprattutto nel camminare, tutti i giorni
  • aumentare progressivamente il movimento quotidiano.

Quanto progressivamente?

La risposta la dà il nostro corpo, che dobbiamo imparare ad ascoltare. Facciamo una camminata e il giorno dopo siamo ancora più stanchi? un giorno di riposo e ripetiamo diminuendo un poco. Un criterio di buon senso.

Tuttavia, progressivamente aumentiamo, giorno per giorno. Oggi i nostri cllulari contano i nostri passi. Utilizziamoli giornalmente, ogni giorno proviamo ad aumentare, ad es. di 100 passi, se tutto va bene aumentiamo di 200, se abbiamo aumentato troppo scendiamo.

La progressione e la quotidianità sono le regole!

🔴Se leggendo ti riconosci in questi problemi, un confronto diretto e gratuito può chiarire rapidamente (📞link).

Come accelerare potentemente il recupero dalla fatica

Il meccanismo è semplice da applicare, ma complesso da spiegare. Qui lo presenterò in modo molto semplificato, ma scientificamente corretto.

Come abbiamo visto, una serie di segnali dicono al nostro cervello fermati, perchè sei stanco” e ci sentiamo stanchi.

👉‼️Il nostro cervello, nel decidere la fatica confronta questi segnali con altri opposti che dicono “vai avanti perchè ce la fai benissimo“.

Questo tipo di segnale che possiamo definire “positivo” può essere creato sottoponendo i nostri muscoli a sequenze di micro allungamenti-accorciamenti.

Si tratta di movimenti di frazioni di millimetro (0,2-0,5 mm). In questo modo si attivano potentemente i segnali che contrastano la fatica.

👉La ripetizione più volte al giorno e per più giorni consecutivi di questa stimolazione potenzia e consolida questo comando perchè duri nel temopo.
Si ottiene così un rapido e potente e persistente recupero della nostra resistenza alla fatica.

Questo consente di riprendere le nostre attività quotidiane e tornare ad una vita normale.

Debolezza dopo chemioterapia: quando è utile una valutazione

La debolezza legata alla chemioterapia non è sempre uguale.
In alcuni casi prevale la fatica generale, in altri una vera riduzione della forza o del controllo del movimento.

Per questo motivo, prima di pensare a cosa fare, è fondamentale capire da cosa nasce il problema.

Una valutazione specifica permette di distinguere:

  • la fatica legata ai trattamenti
  • la perdita di forza muscolare
  • le alterazioni del controllo motorio

e di orientare il percorso in modo corretto.

n questi casi può essere utile una valutazione mirata.

Presso il centro pilota Crosystem a Roma, la prima visita è gratuita ed è dedicata proprio a comprendere l’origine del problema e le possibili strategie di recupero.

La personalizzazione del caso è assolutamente importante, perchè se il problema è sempre lo stesso, ogni paziente ha sue specificità da considerare.

📞Contatti 

 Evidenze scientifiche

La metodica si basa sull’uso del Crosystem. il recupero dalla fatica è stato studiato su soggetti normali, soggetti con patologie neurologiche e soggetti specificatamente reduci da tumori.

Uno studio sponsorizzato dalla Lega Italiana Antitumore, svolto presso la ASL di Latina ha evidenziato come il Crosystem possa fornire un importante aiuto nei deficit di forza, e contro il senso di spossatezza.

Lo studio ha evidenziato rilevanti miglioramenti anche in relazione alla qualità di vita, aspetto questo assolutamente importante. Tutto questo anche per sottolineare la completa assenza di rischi per questo tipo di trattamento.

Accesso a tutti gli studi su questa metodica

Video sulla funzione del Crosystem e altro su questo link

 

articolo del prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline prof. guido m. filippi

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