Contrattura dell’ileopsoas: sintomi, cause e cosa fare

Contrattura dell’ileopsoas: sintomi, cause e cosa fare
La contrattura dell’ileopsoas, spesso indicata semplicemente come contrattura dello psoas, può provocare dolore e una notevole limitazione dei movimenti dell’anca e del tronco.
L’ileopsoas è un muscolo profondo e molto potente, fondamentale nel movimento dell’anca, nella postura e in numerose attività quotidiane. Quando la sua attività si altera e il muscolo rimane eccessivamente contratto, anche movimenti apparentemente semplici possono diventare difficili e dolorosi.
Uno degli aspetti più problematici è che non sempre il dolore attribuito allo psoas dipende realmente da una contrattura dell’ileopsoas. Dolore all’inguine, all’anca o alla regione lombare può avere numerose altre cause.
Per questo è importante prima identificare correttamente il problema e solo successivamente scegliere come intervenire.
Per approfondire il problema nei bambini, puoi approfondire nella guida completa sui problemi motori nei bambini e cosa fare
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articolo del Prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline Prof. guido m. filippi
Cosa è l’ileopsoas e a cosa serve
L’ileopsoas è costituito principalmente dal muscolo grande psoas e dal muscolo iliaco.
Lo psoas origina dalla colonna lombare, mentre l’iliaco prende origine dal bacino. I due muscoli convergono verso il femore e insieme svolgono un ruolo fondamentale nella flessione dell’anca, cioè quando portiamo il ginocchio verso l’addome o verso l’alto, o quando portanmo il tronco verso le gambe (facciamo gli “addominali”…)
L’ileopsoas interviene quando camminiamo, corriamo, saliamo le scale o portiamo la coscia verso il tronco.
La sua posizione profonda e i suoi rapporti con colonna, bacino e anca spiegano perché un’alterazione della sua funzione possa produrre sintomi non sempre facili da interpretare.
Quali sono i sintomi di una contrattura dell’ileopsoas?
I sintomi possono essere diversi da persona a persona.
Possono comparire:
- dolore profondo all’inguine;
- dolore nella parte anteriore dell’anca;
- dolore o tensione nella regione lombare;
- difficoltà a estendere completamente l’anca;
- dolore nel passaggio dalla posizione seduta a quella eretta (perchè dobbiamo estendere l’anca);
- difficoltà nel cammino;
- sensazione di tensione o rigidità profonda;
- dolore durante alcuni movimenti della coscia.
In alcuni casi la persona tende spontaneamente a mantenere l’anca leggermente flessa perché l’estensione aumenta il fastidio. In questo modo si altera la postura, con una serie di conseguenze che possono essere importanti.
Dove fa male l’ileopsoas?
La localizzazione del dolore non è sempre identica.
Il dolore può essere avvertito soprattutto all’inguine e nella parte anteriore dell’anca, ma può interessare anche la regione lombare, il bacino o la parte anteriore della coscia.
Proprio questa variabilità rende difficile attribuire un dolore allo psoas basandosi esclusivamente sulla sua localizzazione.
Perché l’ileopsoas può rimanere contratto?
A volte si crea una condizione in cui, pur essendo l’ileopsoas leggermente contratto, questo venga improvvisamente o con troppa forza stirato. Questa situazione (contrazione+ allungamento, detta di contrazione eccentrica) crea una microferita nel muscolo. Il muscolo alora si contrae di più per proteggere la ferita. contuinuando a camminare, con facilità non si guarisce e la situazione si cronicizza.
La lunga persistenza delkla contrattura può far sì che il sistema nervoso mantenga la contrattura anche quando la microferita è guarita.
Questo significa che concentrarsi esclusivamente sulla sensazione di “muscolo corto” può non essere sufficiente: è necessario considerare anche perché quel muscolo mantiene un determinato livello di attivazione e quale ruolo svolge il sistema nervoso nel controllo della contrazione.
Quanto dura una contrattura dell’ileopsoas?
Non esiste una durata uguale per tutti.
Un disturbo muscolare transitorio può migliorare rapidamente, mentre sintomi attribuiti all’ileopsoas possono persistere molto più a lungo, mesi, addirittura superare l’anno, quando esistono fattori che mantengono il problema o quando la causa non è stata identificata correttamente.
Se il dolore persiste, quindi, è poco utile stabilire a priori un numero preciso di giorni necessari alla guarigione.
Diventa invece importante rivalutare la diagnosi e comprendere perché il problema non si sta risolvendo.
Stretching dello psoas: è sempre utile?
Lo stretching dell’ileopsoas viene frequentemente consigliato quando si avverte una sensazione di tensione o rigidità.
Può essere utile in determinate situazioni, ma non ogni sensazione di muscolo contratto significa necessariamente che il muscolo abbia semplicemente bisogno di essere allungato.
Se l’eccessiva attività muscolare è mantenuta da meccanismi di controllo neuromotorio o rappresenta una risposta a un altro problema, agire esclusivamente sulla lunghezza del muscolo può non affrontare la causa che mantiene il disturbo.
Lo stretching deve quindi essere utilizzato quando indicato e inserito in una valutazione più complessiva della funzione.
Cosa fare quando lo psoas rimane contratto?
Il primo obiettivo è capire la causa di tale stato di contrattura.
Nei casi persistenti è particolarmente importante valutare non soltanto il dolore, ma anche come il muscolo viene attivato e come partecipa al movimento.
È su questo aspetto che assume particolare interesse il controllo neuromotorio, diventando il punto su cui agire..
Controllo motorio e Crosystem
I muscoli non decidono autonomamente quando contrarsi o rilassarsi. La loro attività è continuamente regolata dal sistema nervoso sulla base dei comandi motori e delle informazioni sensoriali provenienti dai muscoli stessi.
Questo significa che una contrazione muscolare persistente non deve essere interpretata necessariamente come un semplice problema meccanico del muscolo, né come un muscolo che ha soltanto bisogno di essere “allungato” o rilassato.
Quando l’alterazione è prevalentemente funzionale, può essere importante intervenire anche sui meccanismi nervosi che regolano il livello di attivazione muscolare.
È in questo ambito che si inserisce il Cro®system.
Il Crosystem non esercita un’azione meccanica di allungamento dell’ileopsoas e non ha come obiettivo quello di “sciogliere” direttamente una contrattura. La stimolazione è invece rivolta al sistema neuromuscolare e alle informazioni propriocettive che partecipano al controllo dell’attività muscolare.
L’obiettivo è quindi modificare il controllo motorio, favorendo una diversa regolazione dell’attivazione muscolare quando questa risulta alterata.
Questo approccio assume particolare interesse nelle contratture persistenti, nelle quali il problema non sembra dipendere semplicemente da un accorciamento del muscolo, ma dal mantenimento di una condizione di attivazione muscolare non adeguata.
Come agisce il Crosystem
Il Cro®systemutilizza microvibrazioni meccaniche ad alta frequenza, applicate in specifiche condizioni ai muscoli interessati.
La vibrazione costituisce uno stimolo particolarmente efficace per i recettori propriocettivi muscolari e genera un intenso flusso di informazioni verso il sistema nervoso centrale.
La caratteristica del trattamento non è quindi la forza meccanica esercitata sul muscolo, che è minima, ma la quantità e la specificità delle informazioni sensoriali prodotte dalla stimolazione.
Quando la stimolazione viene applicata secondo specifici parametri di frequenza, ampiezza e durata, può indurre modificazioni funzionali persistenti nei meccanismi nervosi che regolano il controllo motorio e l’attivazione muscolare.
L’effetto ricercato non consiste quindi in un rilassamento passivo e momentaneo del muscolo durante il trattamento, ma in una modificazione dei meccanismi che ne regolano l’attivazione, i cui effetti persistono molti mesi dopo la fine della stimolazione, in caso di problematiche neurologiche. la durata è invece permanente quando il problema è solo una transitoria contrattura di origine ortopedica..
Nel caso dell’ileopsoas questo permette di affrontare il problema da una prospettiva diversa rispetto agli interventi esclusivamente meccanici: non cercare semplicemente di allungare un muscolo percepito come contratto, ma intervenire sul sistema che ne determina e regola l’attivazione.
In questo video il problema di una contrattura o retrazione dell’ileopsoas e la sua risoluzione è spiegato brevemente.
Per ulteriori chiarimenti su questa innovativa metodica, vi invitiamo a consultare la pagina dedicata agli meccanismi di azione del Cro®system
Dove rivolgersi
Questo tipo di problema richiede una valutazione attenta del movimento e delle sue alterazioni.
Questo approccio viene utilizzato nella pratica clinica anche presso il centro pilota Crosystem che ha sede a Roma, oppure prso altri centri in Italia e non solo
Non è raro che persone provenienti da diverse regioni si rivolgano per questo tipo di problema.
Se vuoi capire meglio come riconoscere e affrontare queste difficoltà, puoi consultare la guida completa sui problemi motori nei bambini.
Link alle evidenze scientifiche di questo metodo
Il Crosystem è in uso da tempo presso diversi centri e istituzioni
In sintesi
La contrattura dell’ileopsoas può provocare dolore, rigidità e importanti difficoltà nel movimento.
Ma non ogni dolore attribuito allo psoas è una contrattura.
Quando il problema è effettivamente di natura funzionale e muscolare, è importante non considerare soltanto la lunghezza o la tensione del muscolo, ma anche come la sua attività viene regolata dal sistema nervoso.
Nei disturbi persistenti, comprendere il meccanismo che mantiene l’alterazione può essere più utile che limitarsi ad aspettare che il muscolo si rilassi spontaneamente.
❓Domande frequenti sulla contrattura dell’ileopsoas
Come capire se lo psoas è contratto?
Dolore all’inguine o anteriormente all’anca, limitazione dell’estensione e sensazione di tensione possono essere compatibili con un problema dell’ileopsoas, ma non sono sufficienti da soli per formulare una diagnosi. Altre condizioni possono produrre sintomi simili.
Uno psoas contratto può provocare mal di schiena?
Disturbi funzionali dell’ileopsoas possono associarsi a dolore nella regione lombare. Tuttavia il mal di schiena ha numerose possibili cause e non dovrebbe essere automaticamente attribuito allo psoas.
Camminare fa bene con lo psoas contratto?
Dipende dalla causa e dalla gravità dei sintomi. Se camminare provoca un forte aumento del dolore o un’importante alterazione del movimento è opportuno valutare il problema prima di insistere sull’attività.
Lo stretching risolve la contrattura dello psoas?
Non necessariamente. Può essere utile in alcune condizioni, ma un disturbo persistente dell’ileopsoas non può essere automaticamente interpretato come un semplice accorciamento muscolare.

Prof. Guido M. Filippi
articolo del Prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline Prof. guido m. filippi
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