Displasia dell’anca: cosa succede davvero
Displasia dell’anca: cosa succede davvero
La displasia dell’anca è una condizione che nasce spesso alla nascita, ma il problema è che:
👉 può non dare sintomi per anni
Molte persone scoprono di averla solo quando compaiono:
- dolore all’anca
- difficoltà nei movimenti
- rigidità
problemi motori nei bambini e cosa fare
Vediamo come intervenire in modo rapido, diretto e risolutivo con una tecnica diretta sul controllo motorio dei muscoli che controllano il ginocchio.
🔴Se quello che stai leggendo descrive la tua situazione, può essere utile un confronto diretto per capire se il problema è davvero quello che sembra e se il trattamento che possiamo offrire è utile.
👉 Il primo contatto serve solo a chiarire questo punto. Non implica alcun impegno: presso il Centro Pilota la prima visita è gratuita.
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articolo del Prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline Prof. guido m. filippi
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Sommario
- Cos’è davvero la displasia dell’anca
- ⚠️Il punto chiave: non è solo una “malformazione”
- Perché il dolore arriva dopo anni
- I sintomi più comuni
- Quando intervenire
- Il vero problema: il controllo dell’articolazione
- Agire sul controllo motorio dell’anca
Cos’è davvero la displasia dell’anca
La displasia dell’anca è un’alterazione dello sviluppo dell’articolazione tra femore e bacino.
In condizioni normali:
- la testa del femore è ben centrata nella cavità (acetabolo)
Nella displasia invece:
👉 questo incastro non è stabile
Può essere:
- poco profondo
- instabile
- oppure parzialmente fuori sede
La displasia dell’anca è un’alterazione dello sviluppo dell’articolazione tra femore e bacino.
In condizioni normali:
- la testa del femore è ben centrata nella cavità (acetabolo)
Nella displasia invece:
👉 questo incastro non è stabile
Può essere:
- poco profondo
- instabile
- oppure parzialmente fuori sede
⚠️Il punto chiave: non è solo una “malformazione”
Qui sta l’errore più comune.
La displasia non è solo una questione anatomica.
👉 È un problema di funzionamento dell’articolazione
Perché quando l’anca non è stabile:
- i carichi si distribuiscono male
- il movimento diventa meno efficiente
- aumenta lo stress articolare
👉 anche se inizialmente non si ha dolore
Perché il dolore arriva dopo anni
Questo è uno degli aspetti più importanti.
La displasia spesso:
- è presente fin dalla nascita
- ma evolve lentamente nel tempo
Nel corso degli anni:
- l’articolazione lavora male
- la cartilagine si usura prima
- aumentano i compensi
👉 fino alla comparsa del dolore
I sintomi più comuni
Quando la displasia diventa sintomatica, possono comparire:
- dolore all’inguine o all’anca
- dolore laterale o posteriore
- rigidità
- difficoltà nei movimenti
- sensazione di instabilità
In alcuni casi:
👉 può comparire anche zoppia o limitazione nel cammino
Quando intervenire
Non aspettare troppo.
Se hai:
- dolore all’anca persistente
- rigidità
- difficoltà nei movimenti
Il vero problema: il controllo dell’articolazione
Il punto centrale è questo:
👉 non è solo “come è fatta” l’anca
👉 ma come è controllata, principalmente dei muscoli glutei
Quando l’anca è instabile:
- i muscoli lavorano in modo alterato
- il movimento cambia
- il corpo crea compensi
👉 e il problema, nel tempo, negli anni, si estende anche a:
- ginocchio
- schiena
- postura
‼️📣🆗E’ indispensabile potenziare il controllo dell’anca, quindi dei muscoli glutei
Agire sul controllo motorio dell’anca
👉Si può e si devono stimolare intensamente e in modo specifico le reti di controllo motorio, possiamo dire “per risvegliarle”. Questo è possibile con trattamenti altamente specifici (Crosystem). In tal modo le reti nervose che controllano la muscolatura vengono fortemente potenziate e si rispristina una situazione fisiologica.
🟧Questa metodica favorisce, potenzia ed aumenta la plasticità del sistema nervoso, favorendo il recupero del controllo motorio (vedere review scientifica)
La procedura, presente in numerosi centri in Italia, Spagna e Svizzera, si passa sull’applicazione di specifiche sequenze di micro allungamenti-accorciamenti (0,2-0,5 mm) applicate ai muscoli.
Questo stimolo è particolarmente e selettivamente efficace sui sensori nervosi, contenuti nel muscolo, fondamentali per il controllo del movimento.
Le caratteristiche di questo stimolo (frequenza di 100 Hz e assoluta regolarità sinusoidale) potenzia le capacità delle reti di controllo motorio che ricevono questo stimolo. In tal modo si ripristina un controllo efficace.
La ripetizione (3 volte al giorno, per 3 giorni consecutivi) garantisce la persistenza dell’effetto per mesi, in alcuni casi, senza fine per molti altri.
Qui le Evidenze scientifiche
L’articolo è opera del Prof. Guido Maria Filippi
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