Piede cadente: cause, esercizi, tempi di recupero
Piede cadente (foot drop): , sintomi, quanto dura e cure efficaci
Il piede cadente non è solo una difficoltà a sollevare il piede.. un problema di debolezza.
È il segnale che il sistema nervoso non riesce più a controllare correttamente il movimento.
Per questo motivo, non basta rinforzare i muscoli: è necessario intervenire sul modo in cui il movimento viene organizzato.
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Prof. Guido M. Filippiarticolo del prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline prof. guido m. filippi
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Sommario
⚠️L’errore più comune nel piede cadente
👉 Quanto dura il piede cadente
Il ruolo del controllo motorio
👉 Cure efficaci: agire direttamente sulle reti nervose di controllo
Piede cadente e recupero. Limiti del trattamento
❓Domande frequenti sul piede cadente
Cause del piede cadente
Ad ogni passo la punta del piede deve sollevarsi leggermente per evitare il contatto con il terreno e con un eventuale ostacolo. Un movimento piccolo, ma rapido, preciso, al momento giusto. Questo movimento è guidato dal sistema nervoso. Il comando nervoso parte dale attraverso il nervo SPE fa contrarre i muscoli che sollevano la punta del piede. Lo SPE è un nervo che corre superficialmente vicino al ginocchio: traumi di varia natura possono quindi coinvolgerlo, e molte altre condizioni possono danneggiarlo, come problemi alla colonna vertebrale, interventi chirurgici, ecc. Ciascuno di questi eventi può impedire o rallentare l’invio dei comandi ai muscoli.
👉 Quando è urgente
Quando insorge in misura imporatnte e improvvisamente, in questi casi significa che il problema è importante e occorre intervenire sia per risolvere il problema, sia per agire sulla causa che può essere seria.
⚠️❗ L’errore più comune nel piede cadente
Il trattamento spesso si concentra solo sul rinforzo dei muscoli.
Ma il problema non è solo la forza: è il controllo del movimento.
Se questo aspetto non viene recuperato, il rischio è una compensazione (alzare il ginocchio invece della punta del piede) che mantiene il problema
👉 Diagnosi del piede cadente
Se inciampiamo con una certa facilità e frequenza, (video) ad esempio 1-2 volte a settimana, probabilmente non è distrazione, ma c’è un problema di piede cadente. Servirà una visita neurologica e, probabilmente un’elettromiografia.
👉 Quanto dura il piede cadente
La durata del piede cadente dipende dalla causa e può variare da poche settimane a diversi mesi.
👉 Tutori e soluzioni temporanee
Il nostro organismo cerca di risolvere adottando l’andatura “steppante”, o lo “steppage” (video). Si alza molto il ginocchio, così si cammina come se, ad ogni passo avessimo un gradino da salire (non possiamo piegare bene la caviglia e alzare la punta del piede, allora alziamo tutta la gamba). Tuttavia, è un compenso che aggrava la situazione, in questo modo infatti, il muscolo lavorerà ancor meno e la situazione peggiorerà.
Quando il danno è importante e il piede è completamente abbandonato a se stesso, il problema è più serio e per non inciampare (e cadere, il problema reale alla fine è la caduta), si devono usare tutori, cioè qualcosa che tenga il piede a 90 gradi rispetto alla caviglia. Tuttavia, attenzione! I tutori fanno il lavoro che dovrebbero fare netvi e muscoli, se utilizziamo sempre un tutore, la situazione andrà peggiorando. I tutori mettiamoli se andiamo in luoghi dove il percorso ha ostacoli. A casa, eliminiamo, eventualmente i tappeti, e non usiamo i tutori.
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Il ruolo del controllo motorio
In molte situazioni, il piede cadente è certamente una di queste, per recuperare il movimento, l’attenzione si concentra su ciò che manca: forza, mobilità, resistenza.
Ma spesso il problema non è solo questo. Il problema principale è il controllo motorio. Il piede si deve sollevare di poco (quindi poca forza) ma al momento esatto e rapidamente (controllo motorio)
Il sistema nervoso può aver perso la capacità di organizzare correttamente il movimento, e questo rende inefficaci anche gli esercizi più comuni.
Organizzare e controllare bene il movimento significa anche recuperare forza e resistenza-
Comprendere questo passaggio è fondamentale: il recupero non dipende solo da quanto ci si allena, ma da come il movimento viene guidato e riorganizzato.
👉 Esercizi: funzionano davvero?
Possono funzionare a patto di non cercare la forza, ma il controllo. Se abbiamo un movimento sia pure minimale dobbiamo aumentare il controllo di questo e aumenteremo il movimento. Lavorare sulla forza può addirittura diminuire il controllo, quindi essere contropruducente.
Come fare? per vedere quanto è rimasto di movimento, mettetevi seduti, la gamba con il problema sopra l’altra (gambe accavallate) in modo che il tallone non tocchi nulla (fondamentale) e provate a muovere verso lalto il piede flettendo la caviglia. Se c’è movimento, anche pochissimo lavorateci. Come?
Sempre a gambe accavallate, ogni giorno, provate a ripetere il movimento, guradandolo con attenzione. La vista aiuta i centri a potenziare il comando. Poi provae senza guardare.
Quante volte? fino a quando non vi sentite troppo stanchi. Non è una fatica muscolare, ma di concentrazione,state cercando il controllo, non la forza. Quindi anche poco, ma tutti i giorni. Sarà comunque una faccenda lunga, mesi.
👉 Cure efficaci: agire direttamente sulle reti nervose di controllo
👉Si può e si devono stimolare intensamente e in modo specifico le reti di controllo motorio, possiamo dire “per risvegliarle”. Questo è possibile con trattamenti altamente specifici (Crosystem). In tal modo le vie sensitive che sono state riparate riprendono la funzione molto rapidamente.
La procedura, presente in numerosi centri in Italia, Spagna e Svizzera, si passa sull’applicazione di specifiche sequenze di micro allungamenti-accorciamenti (0,2-0,5 mm) applicate ai muscoli.
Questo stimolo è particolarmente e selettivamente efficace sui sensori nervosi, contenuti nel muscolo, fondamentali per il controllo del movimento. Inoltre ha una notevole efficacia sulla sensibilità tattile.
Le caratteristiche di questo stimolo (frequenza di 100 Hz e assoluta regolarità sinusoidale) potenzia le capacità delle reti di controllo motorio che ricevono questo stimolo.
La ripetizione (3 volte al giorno, per 3 giorni consecutivi) garantisce la persistenza dell’effetto per mesi, in alcuni casi, senza fine per molti altri.
Il meccanismo si basa sull’induzione di una forte plasticità cerebrale, di base per qualunque recupero riabilitativo. (vedere review Front. Neurosci., 22 February 2023 Sec. Perception Science). In sostanza consente di far lavorare meglio quanto può lavorare meglio. Ma non solo, come documentato da circa 60 pubblicazioni scientifiche internazionali
Vedi video
Piede cadente e recupero. Limiti del trattamento
Il Cro®system può essere applicato solo se è rimasto un poco di movimento volontario.
Come si può valutare?
Si ha un movimento minimale residuo se riesco a vederlo stando con la gamba orizzontale, con uno spessore sotto il polpaccio, in modo che il tallone non tocchi nulla. Dalla posizione completamente rilassata, cerco di piegare verso il ginocchio il piede. Se in questa posizione c’è movimento, allora, con il Cro®system si può lavorare per recuperare.
Per ulteriori informazioni su qesta innovativa metodica, non esistate a richiedere informazioni al Centro Cro®system Autorizzato più vicino a casa vostra: saremo lieti di venire incontro a ogni vostra esigenza.
❓Domande frequenti sul piede cadente
❓ Il piede cadente può guarire?
Sì, in molti casi il piede cadente può migliorare o risolversi, soprattutto se la causa viene trattata precocemente.
❓ Quanto tempo ci vuole per recuperare?
Dipende dalla causa: da poche settimane a diversi mesi nei casi neurologici.
❓ Il piede cadente è grave?
Può esserlo se compare improvvisamente. In questi casi è importante una valutazione medica.
❓ Gli esercizi sono utili?
Non sempre: in alcuni casi possono non essere sufficienti o addirittura controproducenti.
Per approfondire
- Il Crosystem
- Neuropatie periferiche
- Sindrome di Guillain Barre’
- Ipotonia e debolezza muscolare
- La propriocezione
Bibliografia
- Camerota F. Celletti C., Don R., Nucci F. Preliminary evidence of the efficacy of the repetitive muscle vibration therapy in chronic foot drop. Acupuncture and Related Therapies 1 27–30 2013
- Paoloni M, Mangone M, Scettri P, Procaccianti R, Cometa A, Santilli V, Segmental muscle vibration improves walking in chronic stroke patients with foot drop: A randomized controlled trial. Neurorehabilitation and Neural Repair 24(3) 254– 262; 2015.
Per ulteriori informazioni su questa innovativa metodologia di intervento, vi invitiamo a consultare la pagina dedicata ai test scientifici. Oppure a contattare uno dei Centri Cro®system Autorizzati, dove personale esperto sarà lieto di chiarire ogni dubbio.
Il Crosystem è in uso da tempo presso diversi centri e istituzioni
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