Trocanterite: sintomi, cause, cure ed esercizi

La trocanterite è una delle cause più frequenti di dolore nella parte laterale dell’anca. Il dolore può comparire camminando, salendo le scale, dopo essere rimasti a lungo in piedi e, caratteristicamente, quando ci si sdraia sul fianco interessato.

Il termine “trocanterite” viene comunemente utilizzato per indicare un’infiammazione della regione del grande trocantere, la prominenza ossea che possiamo facilmente percepire sul lato dell’anca.

Oggi sappiamo, tuttavia, che non sempre si tratta semplicemente dell’infiammazione di una borsa. Possono essere coinvolti anche i tendini dei muscoli glutei e le altre strutture che circondano il grande trocantere. Per questo si utilizza sempre più spesso il termine sindrome dolorosa del grande trocantere (GTPS, Greater Trochanteric Pain Syndrome).

Capire quali strutture sono coinvolte e soprattutto perché vengono continuamente sovraccaricate è importante quando il dolore tende a persistere o a ripresentarsi.

🔴 Se quello che stai leggendo descrive la tua situazione, può essere utile un confronto diretto per capire se il problema è davvero quello che sembra e se il trattamento che possiamo offrire è utile.

👉 Il primo contatto serve solo a chiarire questo punto. Non implica alcun impegno: presso il Centro Pilota la prima visita è gratuita.

Parla direttamente con il Centro Pilota → contatto WhatsApp

L’articolo è opera del Prof. Guido Maria Filippi

Contatti diretti con il Centro Pilota di Roma e con gli altri Centri abilitati

Sommario

Trocanterite: sintomi, cause, cure ed esercizi

Cosa è la trocanterite?

Il grande trocantere è la prominenza ossea situata nella parte superiore e laterale del femore. Intorno ad esso si trovano tendini, muscoli e borse sierose che permettono alle diverse strutture di scorrere riducendo gli attriti.

Quando questi tessuti vengono irritati o sottoposti ripetutamente a carichi che non riescono a tollerare può comparire dolore.

Tradizionalmente questo quadro veniva identificato soprattutto con la borsite trocanterica. Oggi sappiamo che frequentemente sono coinvolti anche i tendini dei muscoli glutei, in particolare medio e piccolo gluteo.

Trocanterite, borsite trocanterica e sindrome dolorosa del grande trocantere non sono quindi termini perfettamente equivalenti, anche se nel linguaggio comune vengono spesso utilizzati per descrivere lo stesso tipo di dolore laterale dell’anca.

Dove fa male la trocanterite? I sintomi

Il sintomo caratteristico è il dolore nella parte esterna dell’anca, in corrispondenza del grande trocantere.

Il dolore può:

  • Interessare soprattutto il fianco e la regione glutea;

Ma anche:

  • irradiarsi lungo la parte esterna della coscia;
  • aumentare durante il cammino;
  • comparire salendo o scendendo le scale;
  • peggiorare dopo essere rimasti molto tempo in piedi;
  • essere avvertito alzandosi dopo essere rimasti seduti;
  • diventare particolarmente fastidioso durante la notte.

Molto caratteristico è il dolore quando ci si sdraia sul fianco interessato. In particolare questo avviene la notte.

Quando il dolore diventa importante può rendere difficili attività quotidiane molto semplici, come camminare, fare le scale o dormire sul fianco

Quali sono le cause della trocanterite?

Non esiste una sola causa.

La regione del grande trocantere è sottoposta continuamente alle forze prodotte dai muscoli e ai carichi generati durante il cammino.

Possono contribuire alla comparsa o alla persistenza del problema:

  • un cambio di postura
  • un aumento improvviso dell’attività fisica;
  • cammino o corsa prolungati;
  • sovraccarichi ripetuti;
  • traumi diretti sul fianco;
  • ridotta efficienza della muscolatura glutea;
  • alterazioni della meccanica del movimento;
  • compressione ripetuta dei tessuti laterali dell’anca.

Un elemento particolarmente importante è il funzionamento dei muscoli glutei, che contribuiscono alla stabilizzazione del bacino e al controllo del femore durante il movimento.

Come si diagnostica la trocanterite?

La diagnosi è principalmente clinica.

Il medico valuta:

  • sede e caratteristiche del dolore;
  • movimenti che lo provocano;
  • dolorabilità della regione del grande trocantere;
  • forza e funzione della muscolatura dell’anca;
  • eventuali altre possibili cause del dolore.

Ecografia e risonanza magnetica possono essere utili in casi selezionati, ma non sono sempre necessarie.

È importante anche distinguere la trocanterite da altre condizioni che possono provocare dolore nella stessa regione, come coxartrosi, problemi della colonna lombare o altre patologie dell’anca.

Quanto dura la trocanterite?

La durata è molto variabile.

Alcuni episodi migliorano in poche settimane; altri possono persistere per mesi o diventare ricorrenti.

Quando il dolore continua a ripresentarsi è importante non limitarsi a controllare temporaneamente il sintomo, ma cercare di comprendere quali fattori continuano a sovraccaricare la regione del trocantere.

Trocanterite: camminare fa bene o peggiora?

In generale non è necessario smettere completamente di camminare.

L’immobilità prolungata può ridurre ulteriormente la capacità della muscolatura di controllare e stabilizzare l’anca.

Allo stesso tempo, continuare a camminare molto quando ogni passo provoca dolore può mantenere il sovraccarico.

La soluzione è quindi modulare l’attività in funzione dei sintomi: mantenere per quanto possibile il movimento evitando, nella fase dolorosa, carichi e distanze che determinano un netto peggioramento.

L’obiettivo non è fermare l’anca, ma riportarla progressivamente a tollerare il carico.

Trocanterite: cosa NON fare

Un errore frequente è oscillare tra due estremi:

️continuare tutte le attività nonostante il dolore oppure smettere completamente di muoversi.

Entrambe le strategie possono essere controproducenti.

Nella fase più dolorosa può essere utile evitare o ridurre temporaneamente:

  • lunghe camminate;
  • corsa;
  • ripetute salite e discese;
  • stare appoggiati a lungo su una sola gamba;
  • dormire sul lato doloroso;
  • posizioni che mantengono l’anca compressa per molto tempo.

👉Questo non significa rinunciare al movimento, ma ridurre temporaneamente ciò che mantiene l’irritazione e recuperare gradualmente la capacità di carico.

Gli esercizi funzionano davvero?

L’esercizio rappresenta uno degli strumenti più importanti nel trattamento della sindrome dolorosa del grande trocantere.

L’obiettivo non è semplicemente “rinforzare il gluteo”, ma recuperare progressivamente:

  • capacità di carico;
  • forza;
  • stabilità;

👉ma soprattutto

  • coordinazione;
  • controllo dell’anca durante il movimento.

Gli esercizi devono essere progressivi e adattati alla situazione individuale.

Un esercizio che provoca un netto aumento del dolore non diventa più efficace perché viene ripetuto più intensamente.

👉Regola di buon senso:

il dolorino si sopporta, il dolore intenso segnala che si sta facendo qualcosa di sbagliato

La continuità è generalmente molto più importante dell’intensità: pochi esercizi appropriati eseguiti regolarmente possono essere più utili di sedute molto intense e discontinue. Quest ultime possono anzi peggiorare la situazione.

Perché la trocanterite non passa?

Questa è una delle domande più importanti.

Quando una trocanterite persiste per mesi, limitarsi a considerarla semplicemente come una “infiammazione” può non essere sufficiente.

L’infiammazione e il dolore possono essere la conseguenza di un problema che continua a ripetersi durante migliaia di movimenti quotidiani.

Bisogna quindi chiedersi:

perché quei tessuti continuano ad essere sovraccaricati?

Fondamentale è considerare l’efficienza della muscolatura glutea e il modo in cui controlla il bacino e il femore durante il movimento.

👉È qui che il problema della trocanterite incontra quello del controllo motorio.

Il ruolo dei muscoli glutei e del controllo motorio

I muscoli glutei non servono soltanto a produrre forza.

Durante il cammino contribuiscono continuamente a controllare la posizione del bacino e del femore.

Per farlo non basta che siano “forti”: devono essere attivati dal sistema nervoso nel momento corretto, con l’intensità appropriata e in coordinazione con gli altri muscoli.

️Forza e controllo motorio non sono quindi la stessa cosa.

Una muscolatura può possedere una discreta capacità di sviluppare forza in un test e non essere altrettanto efficiente nel controllare il movimento durante il cammino.

Quando questo controllo è alterato, la distribuzione dei carichi sull’anca può diventare meno favorevole e alcune strutture possono essere sottoposte ripetutamente a sollecitazioni eccessive.

️Nel caso della trocanterite, il femore si sposta lievemente verso l’esterno e il grande trocantere fa attrito contro le fasce muscolari. Sono dei glutei efficienti che impediscono questo

Questo aiuta anche a comprendere perché, in alcuni casi, gli esercizi tradizionali risultino difficili o dolorosi.

Come si cura la trocanterite?

Il trattamento dipende dalla causa, dalla durata e dalla gravità dei sintomi.

Generalmente l’approccio conservativo può comprendere:

  • modifica temporanea delle attività che aggravano il dolore;
  • mantenimento di un livello appropriato di movimento;
  • esercizio terapeutico progressivo;
  • recupero della funzione dei muscoli glutei;
  • trattamento farmacologico del dolore quando indicato dal medico;
  • in casi selezionati, infiltrazioni;
  • valutazione e trattamento degli eventuali fattori biomeccanici e funzionali associati.

La chirurgia è riservata a situazioni particolari e non rappresenta il trattamento abituale della trocanterite.

Quando gli esercizi non bastano: il controllo motorio

Quando il dolore rende difficile l’esercizio o quando, nonostante il rinforzo, permane una ridotta efficienza della muscolatura, può essere utile intervenire anche sul sistema nervoso che ne controlla l’attività.

🔴È il principio sul quale si basa la stimolazione propriocettiva focale utilizzata con Crosystem.

La metodica applica al muscolo sequenze molto precise di micro-allungamenti e accorciamenti, con caratteristiche definite di frequenza e regolarità.

Lo stimolo interessa in modo particolare i recettori propriocettivi muscolari, che inviano continuamente al sistema nervoso informazioni indispensabili per organizzare e controllare il movimento.

L’obiettivo non è “curare l’infiammazione” attraverso la vibrazione, ma migliorare la funzione delle reti nervose coinvolte nel controllo della muscolatura trattata.

Nel caso della trocanterite l’interesse è rivolto soprattutto al recupero dell’efficienza e il controllo della muscolatura glutea e del controllo dell’anca.

Il Crosystem nella trocanterite può dare una soluzione definitiva

👉Per un’adeguata guarigione occorre agire sul controllo motorio del femore

👉Si può e si devono stimolare intensamente e in modo specifico le reti di controllo motorio, possiamo dire “per risvegliarle”. Questo è possibile con trattamenti altamente specifici (Crosystem). In tal modo le vie sensitive che sono state riparate riprendono la funzione molto rapidamente.

La procedura, presente in numerosi centri in Italia, Spagna e Svizzera, si passa sull’applicazione di specifiche sequenze di micro allungamenti-accorciamenti (0,2-0,5 mm) applicate ai muscoli.

Questo stimolo è particolarmente e selettivamente efficace sui sensori nervosi, contenuti nel muscolo, fondamentali per il controllo del movimento. Inoltre ha una notevole efficacia sulla sensibilità tattile.
Le caratteristiche di questo stimolo (frequenza di 100 Hz e assoluta regolarità sinusoidale) potenzia le capacità delle reti di controllo motorio che ricevono questo stimolo.

La ripetizione (3 volte al giorno, per 3 giorni consecutivi) garantisce la persistenza dell’effetto per mesi, in alcuni casi, senza fine per molti altri.

Il meccanismo si basa sull’induzione di una forte plasticità cerebrale, di base per qualunque recupero riabilitativo.  (vedere review Front. Neurosci., 22 February 2023 Sec. Perception Science). In sostanza consente di far lavorare meglio quanto può lavorare meglio. Ma non solo, come documentato da circa 60 pubblicazioni scientifiche internazionali

 vedi VIDEO di spiegazioni e dettagli

Le evidenze scientifiche circa l’efficacia del metodo Crosystem per rinforzare significativamnete la muscolatura debole o ipotonica, come necessario nella trocanterite

Alcuni degli studi scientifici, per la bibliografia completa si rimanda alla pagina specifica

  1.  
    1. Neural adaptations in quadriceps muscle after 4 weeks of local vibration training in young versus older subjects. Appl Physiol Nutr Metab. 2018 May;43:427-436
    2. Does focal mechanical stimulation of the lower limb muscles improve postural control and sit to stand movement in elderly? Aging Clin Exp Res. 2018 30:1161-1166
    3. Focal muscle vibration as a possible intervention to prevent falls in elderly women: a pragmatic randomized controlled trial. Aging Clin Exp Res. 27(6):857-63. 2015
    4. Effects of focal muscle vibration on physical functioning in patients with knee osteoarthritis: a randomized controlled trial. Eur J Phys Rehabil Med. 51:513-20. 2015.

Review scientifiche

A questo link potete trovare un’estesa review critica sui protocolli, il tipo di stimolo necessario, gli effetti

Fattorini L, Rodio A, Filippi GM, Pettorossi VE1. Effectiveness of Focal Muscle Vibration in the Recovery of Neuromotor Hypofunction: A Systematic Review. J Funct Morphol Kinesiol. 2023 Jul 25;8(3):103. doi: 10.3390/jfmk8030103

I meccanismi di azione della metodica sono invece trattati e discussi in questa pubblicazione

Filippi GM, Rodio A, Fattorini L, Faralli M, Ricci H, Pettorossi VE. Plastic changes induced by muscle focal vibration: A possible mechanism for long-term motor improvements. Front. Neurosci., Perspective article22 February 2023 Sec. Perception Science. Volume 17 – 2023

Per approfondire

Domande frequenti sulla trocanterite

👉Trocanterite e borsite trocanterica sono la stessa cosa?

Non esattamente. La borsite indica specificamente l’interessamento di una borsa sierosa. Nel dolore laterale dell’anca possono essere coinvolti anche i tendini dei muscoli glutei e altre strutture. Per questo oggi si utilizza frequentemente il termine più ampio “sindrome dolorosa del grande trocantere” (GTPS).

👉La trocanterite può guarire?

Nella maggior parte dei casi il trattamento è conservativo e può portare a un significativo miglioramento. I tempi sono però molto variabili e nei quadri persistenti è importante individuare i fattori che continuano a sovraccaricare l’anca.

👉Quanto può durare una trocanterite?

Può durare alcune settimane, ma in alcuni casi persiste per diversi mesi. La durata dipende dalla gravità, dalle strutture coinvolte e dalla persistenza dei fattori che mantengono il sovraccarico.

👉Si può camminare con la trocanterite?

Generalmente sì, purché il carico venga adattato ai sintomi. Non è normalmente necessario interrompere completamente il movimento, ma può essere opportuno ridurre temporaneamente distanze e attività che provocano un marcato aumento del dolore.

👉Quali esercizi sono utili?

Sono particolarmente importanti gli esercizi progressivi rivolti alla muscolatura glutea e alla stabilizzazione dell’anca. Il programma deve però essere adattato alla fase clinica e alla tolleranza al carico.

👉Perché la trocanterite fa male soprattutto di notte?

La posizione sul fianco può comprimere direttamente le strutture dolorose della regione del grande trocantere. Per questo il dolore notturno, soprattutto quando si dorme sul lato interessato, è molto frequente.

👉Quando bisogna rivolgersi al medico?

È opportuno effettuare una valutazione quando il dolore è intenso, persiste per diverse settimane, limita significativamente il cammino o il sonno, compare dopo un trauma importante oppure presenta caratteristiche non tipiche.

In sintesi

La trocanterite non deve essere considerata soltanto come una semplice infiammazione della borsa dell’anca.

Il dolore laterale dell’anca può coinvolgere diverse strutture della regione del grande trocantere, in particolare i tendini dei muscoli glutei.

Il trattamento deve quindi considerare non soltanto il dolore, ma anche:

  • capacità dei tessuti di tollerare il carico;
  • forza della muscolatura glutea;
  • coordinazione;
  • controllo del bacino e del femore durante il movimento.

Quando il problema persiste, comprendere perché l’anca continua ad essere sovraccaricata può essere più importante che limitarsi a combattere ripetutamente l’infiammazione.

L’articolo è opera del Prof. Guido Maria Filippi

Prof. Guido M. Filippi

[gravityform id=”2″ title=”false” description=”false”]