Frattura della vertebra: cosa succede davvero e come recuperare
Frattura della vertebra: cosa succede davvero e come recuperare
La frattura della vertebra è un evento che spaventa.
Può comparire dopo:
- una caduta
- un trauma
- oppure senza un evento evidente (come nell’osteoporosi)
Il dolore è forte, limita i movimenti e cambia completamente la vita quotidiana. Ma il vero problema non è solo la frattura.
👉 È quello che succede dopo
Perché molte persone:
- “guariscono” dall’osso
- ma non recuperano davvero la funzione
E la schiena resta:
- rigida
- fragile
- dolorosa
Assolutamente importante è la riabilitazione a seguire. Soprattutto è cruciale recuperare il controllo dei muscoli addominali in caso di frattura delle vertebre lombari. Vediamo insieme gli aspetti importanti e le nuove terapie.
🔴Se quello che stai leggendo descrive la tua situazione, può essere utile un confronto diretto per capire se il problema è davvero quello che sembra e se il trattamento che possiamo offrire è utile.
👉 Il primo contatto serve solo a chiarire questo punto. Non implica alcun impegno: presso il Centro Pilota la prima visita è gratuita.
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articolo del prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline prof. guido m. filippi
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Sommario
- Cos’è una frattura della vertebra
- I sintomi più comuni
- Cura: cosa si fa nella fase iniziale
- Il vero problema: perché il recupero è difficile
- Le fratture lombari sono le più critiche
- Perché il riposo e il busto non bastano
- Il ruolo della riabilitazione
- Per guarire completamente è indispensabile agire sul controllo motorio
Cos’è una frattura della vertebra
Una frattura vertebrale è la rottura di una delle ossa che compongono la colonna.
Può essere:
- da trauma (cadute, incidenti)
- da compressione (spesso legata all’osteoporosi)
- la vertebra si “schiaccia”
- perde altezza
- cambia forma
👉 alterando l’equilibrio della colonna
I sintomi più comuni
I segnali tipici sono:
- dolore acuto alla schiena
- difficoltà nei movimenti
- rigidità
- dolore che aumenta con il carico
In alcuni casi:
👉 il dolore può comparire gradualmente (soprattutto nelle fratture da osteoporosi)
Cura: cosa si fa nella fase iniziale
Il trattamento iniziale punta a stabilizzare la frattura.
Può prevedere:
- riposo
- farmaci per il dolore
- utilizzo di un busto ortopedico
Nei casi più complessi:
👉 può essere necessario un intervento chirurgico per stabilizzare la vertebra
Il vero problema: perché il recupero è difficile
Qui sta il punto centrale.
La frattura guarisce.
👉 Ma la schiena spesso non torna come prima
Perché durante il periodo di immobilità:
- i muscoli perdono funzione
- il movimento cambia
- il sistema neuromuscolare si altera
Risultato:
👉 il corpo “non sa più muoversi” come prima
Le fratture lombari sono le più critiche
Sono le più critiche perchè con queste vertebre ci pieghiamo e manteniamo lequilibrio nel cammino.
Queste vertebre sono controllate e protette dalla funzione e dal fine controllo dei muscoli addominali.
Perché il riposo e il busto non bastano
Il busto è utile per:
- proteggere la vertebra
- ridurre il dolore
Ma:
👉 non ripristina la funzione e fa indebolire ulteriormente la uscolatura che sostiene e protegge le vertebre.
Allo stesso modo:
- il riposo aiuta nella fase iniziale
- ma non recupera il movimento
👉 per questo molte persone restano limitate anche dopo mesi.
Il ruolo della riabilitazione
Dopo la fase acuta è fondamentale la riabilitazione.
Non solo per:
- ridurre il dolore
- recuperare mobilità
Ma soprattutto per:
👉 rieducare il movimento
Il punto chiave è questo:
👉 non basta che l’osso guarisca
👉 deve recuperare il controllo del movimento
Per guarire completamente è indispensabile agire sul controllo motorio
Occorre recuperare il controlo della muscolatura addominale (molto diverso da recuperare la forza) ed eliminare le contratture
👉Si può e si devono stimolare intensamente e in modo specifico le reti di controllo motorio, possiamo dire “per risvegliarle”. Questo è possibile con trattamenti altamente specifici (Crosystem).
La procedura, presente in numerosi centri in Italia, Spagna e Svizzera, si passa sull’applicazione di specifiche sequenze di micro allungamenti-accorciamenti (0,2-0,5 mm) applicate ai muscoli.
Questo stimolo è particolarmente e selettivamente efficace sui sensori nervosi, contenuti nel muscolo, fondamentali per il controllo del movimento.
Le caratteristiche di questo stimolo (frequenza di 100 Hz e assoluta regolarità sinusoidale) potenzia le capacità delle reti di controllo motorio che ricevono questo stimolo. In tal modo si ripristina un controllo efficace.
La ripetizione (3 volte al giorno, per 3 giorni consecutivi) garantisce la persistenza dell’effetto per mesi, in alcuni casi, senza fine per molti altri.
Il meccanismo si basa sull’induzione di una forte plasticità cerebrale, di base per qualunque recupero riabilitativo. (vedere review Front. Neurosci., 22 February 2023 Sec. Perception Science). In sostanza consente di far lavorare meglio quanto può lavorare meglio. Ma non solo, come documentato da circa 60 pubblicazioni scientifiche internazionali

Prof. Guido M. Filippi
articolo del Prof. guido m filippi, Università Cattolica di Roma, facoltà di medicina e chirurgia Roma
Medline Prof. guido m. filippi
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